Malattia di La Peyronie: a Firenze i primi trattamenti in Italia con collagenasi

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Si sono conclusi in data 29 Novembre 2016 a Firenze, i primi trattamenti italiani con collagenasi di Clostridium histolyticum, per la Malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica (IPP), trattamento mini-invasivo in alternativa all’intervento chirurgico.

I pazienti sono 3 uomini rispettivamente di 70, 74 e 47 anni. La Malattia di La Peyronie è una patologia, tendenzialmente sottodiagnosticata e sottotrattata, che in Italia colpisce circa il 7% della popolazione tra i 50 e i 70 anni. Si manifesta con la comparsa di una placca di collagene o tessuto cicatriziale sull’asta del pene, che ne riduce progressivamente l’elasticità. Può provocare una curvatura (misurata in gradi) più o meno grave e causare dolore durante le erezioni; si tratta di una condizione in grado di compromettere in modo più o meno serio la qualità di vita dei pazienti, soprattutto per problemi legati ai rapporti sessuali e alla frequenza degli stessi.

«In questi anni la malattia di La Peyronie è stata curata esclusivamente con palliativi, oltre all’opzione chirurgica piuttosto invasiva e, spesso, insoddisfacente – hanno spiegato i dottori Nicola Mondaini e Andrea Cocci, che hanno eseguito i primi trattamenti  – Da oggi, invece, disponiamo di una terapia farmacologica dedicata, in grado di colmare questo “vuoto” in termini di alternative terapeutiche efficaci. Un grande traguardo se pensiamo che si tratta di una malattia erroneamente considerata poco frequente, ma in realtà abbastanza diffusa tra gli uomini over 50.

Naturalmente se ne parla poco, visto il tema delicato, tuttavia, è una condizione che impatta in maniera importante sulla quotidianità non solo del paziente ma anche del suo partner». La collagenasi di Clostridium histolyticum è un enzima che permette di “sciogliere” la placca di collagene, permettendo di modellare efficacemente la curvatura del pene, correggendola. Questa procedura di modellamento deve essere svolta dal medico durante ogni ciclo di trattamento e per le settimane successive direttamente dal paziente, secondo le istruzioni dello specialista.

 

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