Megauretere Ostruttivo

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Si definisce megauretere una condizione patologica caratterizzata da dilatazione ureterale. Il consensus del BAPU (British Association of Paediatric Urologists) definisce dilatato un uretere il cui diametro a livello retrovescicale alla 30ma settimana di gestazione sia> 7mm.

La classificazione più diffusa divide in megauretere primitivo o secondario e tra essi: ostruttivo,  refluente, se associato a reflusso vescico-ureterale, non ostruttivo nè refluente.

Il megauretere ostruttivo è una condizione di ostruzione dell’uretere distale a livello del tratto intramurale che determina dilatazione a monte e può casare, se non trattata, progressivo danno renale. L’uretere si presenta solitamente ben visibile anche all’ecografia, dilatato in tutto il suo tragitto ed estremamente tortuoso. Rappresenta la seconda causa di idronefrosi prenatale, più frequente nel maschio e nel lato sinistro.

Eziopatogenesi

Non completamente chiara, si pensa che vi sia un’alterazione nella maturazione in utero delle fibre muscolari lisce dell’uretere distale. La trasformazione della disposizione fibrocellule muscolari dal feto al bambino impiega circa 2 anni e questo potrebbe spiegare l’elevata percentuale di risoluzione spontanea della patologia

Diagnosi

Con l’avvento e la diffusione dell’ecografia un sempre maggior numero di casi viene diagnosticato prima di essere sintomatico. La diagnosi ecografica viene completata, come per tutti i rilievi di dilatazione della vie escretrice, con una cistografia minzionale (CUM) ed una scintigrafia renale sequenziale.

Trattamento

Circa l’80% dei casi di megauretere primitivo viene trattato in maniera conservativa.  Questa è l’opzione di scelta in caso di funzionalità renale  nella norma alla scintigrafia, assenza di infezioni urinarie o altri disturbi. Viene raccomandata una profilassi con basse dosi di antibiotico ( soprattutto nel 1 anno di vita).

In presenza, invece, di infezioni urinarie ricorrenti, riduzione della funzionalità renale e dilatazione significativa della via escretrice è indicato l’intervento chirurgico. Studi in letteratura  suggeriscono che  un diametro ureterale >10-15mm è associato più frequentemente a necessità di intervento chirurgico.

Trattamento chirurgico

L’intervento di scelta è il reimpianto ureterale ovvero il distacco del tratto intramurale dell’uretere, la resezione del tratto stenotico ed il suo riposizionamento in vescica solitamente con la creazione di un tunnel sottomucoso che funga da meccanismo anti- reflusso. L’approccio può essere intra-extra vescicale o combinato.

Spesso viene associato al “rimodellamento” con la riduzione del calibro dell’uretere, se molto dilatato, con risparmio della sua vascolarizzazione. E’ raccomandato il reimpianto ureterale in pazienti di età >1anno. In alternativa si può eseguire il posizionamento di uno stent ureterale doppio j o di una nefrostomia percutanea in attesa dell’intervento. Altra opzione è rappresentata dalla  dilatazione del tratto stenotico per via endoscopica con palloncino. Le percentuali di successo dell’intervento sono molto elevate pur dipendendo dalla situazione di partenza e dall’età del paziente che dovrà essere seguito nel tempo.

 

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