Autore: Antonino Battaglia

CAFFE’ ITALIANO e TUMORE di PROSTATA

È una ricerca made in Italy e in particolare del gruppo Moli-sani study investigators capitanato da dott. Pounis che ha portato alla conclusione che ci potrebbe essere un effetto protettivo per i consumatori di caffè italiano (se > 3 caffè al giorno) sul tumore di prostata. Il lavoro pubblicato sull’International Journal of Cancer ha previsto due fasi; la prima riguardante uno studio di popolazione su circa 7 mila uomini appartenenti alla regione Molise, la seconda su una conferma in vitro dell’azione della caffeina sulle cellule prostatiche. Durante il follow-up di questi pazienti, 100 nuovi casi di tumore di prostata...

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PRINCIPI dell’ORMONOTERAPIA nel TUMORE di PROSTATA

Grazie alla scoperta di Charles Huggins e Clarence V Hodge, vincitori del premio Nobel per la Fisiologia e Medicina nel 1966, sappiamo oggi che le cellule tumorali non sono autonome o auto-alimentate ma che la loro crescita e moltiplicazione dipende da segnali chimici come gli ormoni. I vincitori del Nobel osservarono su cani con cancro di prostata avanzato che la castrazione (= rimozione dei testicoli) provocava la regressione del tumore. Pertanto, togliendo la fonte di produzione di testosterone, le cellule tumorali non ricevevano più nutrimento, e pertanto morivano, portando alla regressione del tumore. Su questo principio si basa l’ormonoterapia...

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SIGARETTA ELETTRONICA e PATOLOGIE UROLOGICHE

L’uso della sigaretta elettronica sta aumentando, soprattutto nei Paesi Industrializzati. Le prime sigarette elettroniche sono state introdotte nel 2007 in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America e da allora hanno avuto un rapido successo. La sigaretta elettronica è un dispositivo alimentato a batteria che lavora riscaldano un liquido per creare un “vapore” che viene inalato. Sono 3 i principali componenti del liquido: propilene glicolo e/o glicerolo, nicotina e un aromatizzante. Il glicolo/glicerolo è importante perché agisce sui centri del piacere del fumatore, ma è altrettanto importante perché si lega alla nicotina. Esistono diverse concentrazioni di nicotina che possono...

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GLI ESAMI RADIOLOGICI nella RECIDIVA BIOCHIMICA

L’obiettivo è quello di fare una “fotografia”, una stadiazione per capire se ci sono cellule tumorali che sono andate oltre alla prostata. Non tutti gli esami, purtroppo, hanno la stessa capacità diagnostica, e spesso sono correlate al valore di PSA con cui vengono eseguite. Rimane pertanto una scelta dell’Urologo, in base alla sua esperienza e alle tecnologie radiologiche che ha a disposizione, scegliere l’indagine diagnostica più adeguata Scintigrafia ossea: è un esame che fotografa lo stato osseo per vedere se c’è attività tumorale nello scheletro, che rappresenta più comunemente il primo bersaglio di localizzazione a distanza di cellule tumorali....

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LA RECIDIVA BIOCHIMICA nel TUMORE DI PROSTATA

Spesso si sente parlare, in ambito di oncologia prostatica, di recidiva biochimica. Ma cosa significa esattamente? Partiamo dal presupposto che il PSA è un marcatore del sangue definito organo specifico, ovvero che viene prodotto nella sua quasi totalità dalla prostata. Viene diagnosticato a un paziente un tumore alla prostata, per cui deve essere trattato, o tramite chirurgia (prostatectomia radicale) o tramite radioterapia. Dopo il trattamento, la prostata o non è più presente nell’organismo (chirurgia) o rimane dentro l’organismo ma ha smesso completamente di funzionare a causa dei raggi che ha ricevuto (radioterapia). Pertanto dopo intervento curativo sul tumore di...

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