È una ricerca made in Italy e in particolare del gruppo Moli-sani study investigators capitanato da dott. Pounis che ha portato alla conclusione che ci potrebbe essere un effetto protettivo per i consumatori di caffè italiano (se > 3 caffè al giorno) sul tumore di prostata. Il lavoro pubblicato sull’International Journal of Cancer ha previsto due fasi; la prima riguardante uno studio di popolazione su circa 7 mila uomini appartenenti alla regione Molise, la seconda su una conferma in vitro dell’azione della caffeina sulle cellule prostatiche. Durante il follow-up di questi pazienti, 100 nuovi casi di tumore di prostata sono stati identificati, di cui 14 metastatici. I pazienti sono stati intervistati sul consumo medio di caffè. I nuovi casi di tumore di prostata presentavano un consumo medio di caffè inferiore rispetto al resto della popolazione, con una differenza statisticamente significativa. Successivi esperimenti di laboratorio su cellule prostatiche hanno evidenziato che la caffeina può aver un ruolo nel diminuire la proliferazione di cellule tumorali se comparate alle stesse cellule ma esposte a estratti decaffeinizzati. Ulteriori studi sia epidemiologici che ecologici su un campione di popolazione più ampio e conferme sperimentali sulle cellule in laboratorio sono necessari per validare il lavoro. Al momento i dati portando a concludere che un consumo medio di almeno 3 caffè italiani al giorno potrebbe avere un ruolo preventivo sull’insorgenza di tumore di prostata.

 

 

Antonino Battaglia

Antonino Battaglia

Specialista in formazione presso la Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Torino e dottorando in scienze biomediche..
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