LE STRATEGIE CHIRURGICHE 13_ LO SFINTERE ARTIFICIALE AMS 800

Dott. Giovanni Cacciamani

INTRODUZIONE:

L’incontinenza urinaria dopo prostatectomia radicale o dopo resezione endoscopica di prostata (TURP)  ha un elevatissimo impatto sulla qualità della vita dell’uomo che, costretto ad utilizzare presidi come assorbenti od altro, si trova in una condizione di inadeguatezza che molte volte va  a limitare la vita sociale e con i propri affetti rappresentando  un problema estremamente rilevante in termini di qualità di vita, rapporto medico-paziente e costi socio sanitari.

 

Con l’intervento di prostatectomia radicale  si asporta totalmente la prostata eliminando anche quella parte di uretra importante per la continenza.

Chi ha subìto quindi questo tipo di intervento  ha dunque un tratto di sfintere “meno rappresentato” ed a volte non risulta adeguato a mantenere piena la vescica e bloccare la fuoriuscita di urina.

 

La ripresa della continenza dopo prostatectomia radicale ha una tempistica estremamente variabile   e avviene per gradi: all’ inizio il Paziente sarà in grado di trattenerne l’urina prima da sdraiato, poi seduto, successivamente in piedi e alla fine anche sotto sforzo.

Se pensiamo però che tale condizione  persiste anche a 12 mesi dall’ intervento e la incidenza  varia dal 4-31% per le robotiche  e più elevati per le operazioni a cielo aperto , tenendo presente che in America annualmente vengono eseguite 90.000 procedure ci si rende conto che si viene a delineare un problema non di certo marginale.

Quando la terapia riabilitativa fallisce ci si può avvalere di alcune strategie: gli agenti voluminizzanti, le Sling e i sistemi di compressione uretrale.

 

LO SFINTERE ARTIFICIALE AMS 800

Il posizionamento dello sfintere artificiale rappresenta il gold standard per il trattamento dell’ incontinenza maschile moderata-severa.

COME è COSTITUITO

Tale dispositivo protesico è costituito da 3 elementi:

  • Serbatoio: palloncino di soluzione fisiologica che viene impiantato aldisospra della vescica;
  • Cuffia: manicotto che viene sgonfiato e rigonfiato all’occorrenza che viene posizionato attorno all’ uretra;
  • Pompa: è il vero e proprio “cuore del dispositivo AMS 800”. Viene posionat a livello scrotale, in modo che sia palpabile. A sua volta è costituita da una valvola di disattivazione e e da una porzione inferiore morbida e comprimibile.

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Le tre parti dello sfintere artificiale sono collegate tra di loro formando un vero e proprio sistema idraulico:

  • Normalmente il sistema è nello stato “ attivato” e la cuffia esercita una compressione attorno all’ uretra mimando il comportamento della sfintere naturale. In tale modo l’urina rimane all’ interno della vescica senza fuoriuscire.
  • Nel momento in cui il Paziente desideri urinare, il sistema viene disattivato esercitando alcune pressione a livello della pompa situata a livello scrotale. In tale modo, la cuffia svuotandosi non esercita più la sua compressione a livello uretrale consentendo quindi all’ urina di defluire.
  • Alcuni minuti dolo lo svuotamento vescicale la cuffia si riempirà automaticamente attraverso il serbatoio, tornando quindi ad esercitar la sua azione compressiva a livello uretrale.

LA PROCEDURA CHIRURGICA

La procedura chirurgica dura circa 1 ora sotto anestesia generale. Vengono eseguite due piccole incisioni in prossimità dello scroto, a livello perineale e a livello addominale per impiantare la cuffia, il serbatoio e la pompa di controllo.

  • Il Chirurgo urologo esegue una incisione livello perineale ( in prossimità della radice dello scroto) isolando l’ uretra e misurandola per determinare la corretta misura della cuffia da utilizzare;
  • Il serbatoio viene quindi posizionato a livello addominale e la pompa a livello scrotale;
  • Le tre componenti dello scroto vengono collegate attraverso dei tubicini che permettano alla soluzione fisiologica contenuta nel sistema di essere veicolata tra serbatoio, cuffia e pompa.

DEGENZA OSPEDALIERA:

Il Paziente viene dimesso dopo alcuni giorni dalla procedura non appena si è certi che le ferite chirurgiche stiano guarendo adeguatamente. Prima della dimissione al Paziente verrà spiegato il funzionamento del dispositivo. La durata della convalescenza varia dai 10 ai 20 giorni. Attività sportiva e sessuale possono essere riprese dopo 30 giorni dalla procedura. Subito dopo l’impianto la protesi rimane disattivata per circa 30 giorni. Successivamente lo specialista attiverà la protesi e verificherà il corretto funzionamento

 

EFFETTI INDESIDERATI

  • Infezioni del dispositivo. È mandatario segnalare immediatamente al proprio specialista o al proprio medico curante la comparsa di febbre o suppurazione della ferita perineale e scrotale. Qualora infezione non si risolvesse sarà necessario procedere con l’espianto della protesi.
  • Dolore addominale;
  • Malfunzionamento dello sfintere artificiale
  • Erosioni ischemiche dell’ uretra.
Giovanni Cacciamani

Giovanni Cacciamani

Il Dott. Giovanni Cacciamani è Medico specialista in formazione presso la Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università di Verona..
Giovanni Cacciamani