Ai pazienti che soffrono di calcolosi renale quale acqua bisogna consigliare?

Per la maggior parte dei calcoli, dal punto di vista medico, non esiste alcuna evidenza scientifica che supporti l’utilizzo di una marca di acqua piuttosto che di un’altra e non esistono nemmeno evidenze che possano far preferire una determinata acqua in bottiglia all’acqua del rubinetto. Questo significa che ciò che importa per prevenire la formazione dei calcoli non sono tanto il residuo fisso, il fatto che ci sia gas o meno o il sapore quanto la QUANTITA’ di acqua assunta.

Facciamo un esempio pratico: se ho della sabbia sul pavimento del terrazzo, non sarà la QUALITA’ dell’acqua che uso per rimuovere la sabbia, quanto piuttosto la QUANTITA’ a fare la differenza! E’ più facile infatti rimuovere la sabbia dal mio terrazzo gettando un secchio da 10 litri di acqua, anche non pulita, che lavare lo stesso con 5 litri di acqua distillata!

Per quanto riguarda i nostri reni (come descritto nella sezione CALCOLOSI), i calcoli si formano per l’aggregazione di microcristalli. Se si provvede ad un corretto apporto idrico, è la stessa acqua che agisce meccanicamente “lavando” via i cristalli prima che questi si possano aggregare a formare microcalcoli e quindi calcoli veri e propri. L’adeguato apporto idrico è il primo atteggiamento corretto che qualsiasi essere umano dovrebbe rispettare per prevenire la formazione di calcoli. A maggior ragione chi soffre di calcolosi. Non è un caso che in paesi dove il clima è più arido e secco (e quindi dove il corpo tende a trattenere i liquidi creando meno urina) ci sia un’incidenza di calcolosi più elevata.

Se il comune della propria città o del proprio paese garantisce la distribuzione di un acqua microbiologicamente pura e potabile, allora il consiglio è di bere acqua del rubinetto.

Gasata, naturale, povera di sodio, ricca di minerali…l’acqua può avere diverse caratteristiche ed è alla base della vita. Esattamente come dell’aria, l’uomo non può farne a meno. Per un uomo in salute, l’apporto medio giornaliero di acqua consigliato è di 1,5-2 litri con l’obiettivo di avere una diuresi di circa 2 litri al giorno.

Nell’ultimo secolo l’acqua è divenuta anche brand. L’acqua viene venduta come se fosse una bibita. Ciascun cittadino è libero di scegliere la propria acqua da bere, in base ai propri gusti personali, ma rimane importante essere consapevoli non si tratta di un medicamento, bensì di un bene comune.

Solamente in selezionatissimi casi, qualora il Medico Curante ritenga utile dover rendere “basico” il pH delle urine, si potrebbe consigliare di bere un’acqua ricca in bicarbonati.

L’Italia è il primo paese in Europa per consumo più acqua in bottiglia (con un inevitabile impatto negativo sull’ambiente e sul portafoglio). Il nostro paese pare non accettare per cultura il consumo di acqua del rubinetto.

In conclusione, il consiglio per il paziente che soffre di calcolosi renale è di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, senza preferenze fra acqua del rubinetto e varie acque in bottiglia.  E’ importante infine tener presente che alcune condizioni di salute particolari pongono controindicazione all’assunzione di un tale quantitativo di acqua (ad esempio pazienti con scompenso cardiocircolatorio, pazienti con insufficienza renale etc.). Per questo motivo è sempre meglio chiedere al proprio Medico Curante se non sussistano controindicazioni particolari.

Se non sai se l’acqua del tuo comune è buona o meno, potrebbe essere utile consultare questo sito tramite cui è anche possibile richiedere gratuitamente un test dell’acqua del rubinetto della propria zona di residenza:

https://wetestwater.altroconsumo.it/

Michele Talso

Michele Talso

Il dott. Michele Talso è Specialista in formazione presso la Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Milano.
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