Definizione
Il tumore della vescica è un tumore che interessa le cellule uroteliali della vescica. Consiste nella trasformazione in senso maligno delle cellule uroteliali che ne rivestono la superficie interna. I tumori della vescica possono esordire o progredire in diversi stadi di malattia. Si va dalle forme più superficiali a quelle più infiltranti. Un tumore che cresce verso il centro della vescica senza interessare il tessuto muscolare della vescica è definito superficiale o non muscolo-invasivo. Questo tipo di tumore è caratteristico di uno stadio iniziale di malattia ed è il tipo più comune di tumore della vescica. Raramente i tumori in questo stadio diffondono ad altri organi, pertanto, tipicamente, non sono letali se trattati con l’opportuna terapia. Quando, invece, il tumore cresce all’interno del tessuto muscolare della vescica viene definito tumore vescicale infiltrante o muscolo invasivo. Un tumore a questo stadio avrà più probabilità di diffondere in altre sedi del corpo e dare metastasi. Questo tipo di tumore è più difficile da trattare e in taluni casi può risultare fatale.

Epidemiologia
Il tumore della vescica è il settimo tumore più comunemente diagnosticato nella popolazione mondiale maschile, l’undicesimo se sono considerati entrambi i sessi. Rappresenta circa il 3% di tutti i tumori e, in urologia, è secondo solo al tumore della prostata.
È più comune tra i 60 e i 70 anni, ed è tre volte più frequente negli uomini che nelle donne. Alla diagnosi, il tumore della vescica è superficiale nel 75% dei casi, infiltrante nel 25%. Secondo i dati del Registro Tumori, in Italia nel 2012 sono stati diagnosticati circa 24.500 casi di tumore vescicale, considerando sia le forme infitranti sia quelle superficiali.
La sopravvivenza a cinque anni supera, in Italia, il 70% dei casi.
Cause e fattori di rischio
il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio per il tumore della vescica, risultando responsabile di circa il 50% dei casi. Il fumo di tabacco contiene ammine aromatiche e idrocarburi policiclici aromatici, che sono escreti per via renale. L’esposizione occupazionale ad ammine aromatiche, idrocarburi policiclici aromatici e idrocarburi clorurati è il secondo più importante fattore di rischio per il tumore della vescica, che sono responsabili di circa il 10% di tutti i casi. Questo tipo di esposizione professionale si verifica principalmente negli impianti industriali, nella lavorazione delle vernici, tinture, metalli e prodotti petroliferi. In ambienti industriali sviluppati, questi rischi sono stati ridotti da linee guida per la sicurezza sul lavoro in modo che i lavoratori chimici non abbiano più una maggiore incidenza di tumore della vescica rispetto alla popolazione generale . L’ anamnesi familiare sembra avere uno scarso impatto sull’insorgenza del tumore della vescica e non è stata dimostrata alcuna variazione genetica responsabile dell’insorgenza di tumore della vescica. La predisposizione genetica sembra influire sulla incidenza del tumore della vescica tramite il suo impatto sulla suscettibilità ad altri fattori di rischio. La clorazione dell’acqua potabile ed elevati livelli di trialometani sono potenzialmente cancerogeni, la presenza di arsenico nell’acqua potabile aumenta il rischio di sviluppare un tumore della vescica. L’associazione tra uso personale di tinture per capelli e il rischio di sviluppare il tumore della vescica rimane incerto; un aumento del rischio è stato suggerito nelle utilizzatrici di tinture permanenti per capelli con un fenotipo di acetilazione lento NAT2. Altre abitudini alimentari sembrano avere uno scarso impatto. L’esposizione a radiazioni ionizzanti è collegata ad un aumentato rischio. Una debole associazione è stata suggerita anche per la ciclofosfamide e il pioglitazone. La Schistosomiasi, cistite endemica cronica, sulla base di infezioni ricorrenti da un parassita trematode, è anch’ essa fattore di rischio per l’insorgenza del tumore della vescica.

Sintomi e segni
I sintomi del tumore della vescica possono includere:

  • Sangue nelle urine (ematuria) Le urine possono presentarsi di colore rosso brillante o color coca cola (ematuria macroscopica). Le urine possono presentarsi di un colore normale, ma tracce di sangue possono essere rinvenute nell’esame microscopico delle urine (ematuria microscopica).
  • Frequenza minzionale.
  • Minzione dolorosa.
  • Dolore pelvico (forme infiltranti il muscolo).
  • Dolore al fianco (forme infiltranti il muscolo).

Diagnosi
I test e le procedure utilizzate per diagnosticare il tumore della vescica possono includere:

  • Cistoscopia. Durante la cistoscopia, il medico inserisce un sottile strumento flessibile a fibre ottiche (cistoscopio) attraverso l’uretra. Il cistoscopio consente al medico di vedere ed esaminare l’interno della vostra uretra e della vescica. Di solito viene effettuata mediante l’ausilio di un anestetico locale. è una procedura fastidiosa ma non dolorosa.
  • TURV. La TURV (resezione trans-uretrale della vescica) è una procedura che viene eseguita in sala operatoria attraverso un’anestesia sub-aracnoidea o generale. Viene utilizzato un resettore, uno strumento rigido che consente di guardare in vescica, per asportare il tumore della vescica così da poterlo analizzare. Questa procedura ha un intento ,per le neoformazioni superficiali, non solo diagnostico ma anche terapeutico. Rappresenta l’unica metodica attraverso cui è possibile fare diagnosi di certezza di tumore della vescica.
  • La citologia urinaria. Un campione di urine viene analizzato al microscopio per verificare la presenza di cellule tumorali.
  • Esami di imaging. L’ecografia è un esame che permette di apprezzare la presenza di neoformazioni aggettanti nel lume della vescica. è un esame operatore-dipendente e non consente di avere una diagnosi di certezza. Una tomografia computerizzata (TC) è un tipo di test a raggi X che consente al medico di vedere meglio la vostre vie urinarie e tessuti circostanti. Una volta che confermata la presenza di un tumore della vescica, il medico può ordinare ulteriori test per determinare l’estensione (stadio) della neoplasia.
  • TC
  • scintigrafia ossea
  • Radiografia del torace

Stadiazione
Gli stadi del tumore della vescica sono:

  • Stadio I. Il tumore in questa fase si verifica nel rivestimento interno della vescica, ma non ha invaso la parete muscolare della vescica.
  • Stadio II. In questa fase, il tumore ha invaso la parete muscolare della vescica, ma è ancora limitato alla vescica.
  • Stadio III. Le cellule tumorali si sono diffuse attraverso la parete della vescica al tessuto circostante.
  • Stadio IV. In questa fase, le cellule tumorali hanno diffuso ai linfonodi e altri organi, come l’ ossa, il fegato o i polmoni.

Trattamento
Stadio iniziale del tumore della vescica
Se il tumore è in uno stadio iniziale il tuo medico potrebbe raccomandarti:

  • Chirurgia per rimuovere il tumore:
    Resezione trans-uretrale della vescica (TURV) è utilizzata per rimuovere completamente i tumori superficiali e per stadiare localmente quelli infiltranti. Durante la TURV l’urologo utilizza un resettore dotato di una piccola ansa a corrente elettrica attraverso cui reseca le neoformazioni vescicali che verranno poi inviate all’anatomo-patologo per esame istologico.
  • Immunoterapia endovescicale : A seconda dell’esame istologico talune volte è opportuno eseguire dei cicli di immunoterapia endovescicale dopo TURV. L’obiettivo di questa terapia è quello di stimolare il proprio sistema immunitario a “combattere” contro le cellule tumorali. Gli immunoterapici vengono instillati attraverso l’uretra direttamente in vescica con l’ausilio di un sottile catetere di nelaton. L’immunoterapico più utilizzato per il trattamento del tumore della vescica è sicuramente il BCG (Bacillo di Calmette-Guerin), forma attenuata del micobacterium Bovis, batterio utilizzato anche nei vaccini per la tubercolosi.

Tumori invasivi della vescica
Se il tumore ha coinvolto gli strati più profondi della parete vescicale le opzioni terapeutiche sono:

  • Cistectomia radicale. La cistectomia radicale è un intervento in cui viene asportata l’intera vescica e i linfonodi iliaci/otturatori. Nell’uomo la cistectomia radicale include la rimozione della prostata e delle vescicole seminali. Nella donna include la rimozione dell’utero, delle ovaie e di parte della vagina.
  • Chirurgia per creare una nuova derivazione urinaria.
    Immediatamente dopo aver eseguito la cistectomia radicale, l’urologo lavora per creare una nuova derivazione urinaria. Esistono diverse opzioni. L’opzione migliore dipende dallo stadio di malattia, dalla aspettativa di vita e dalle preferenze del paziente. L’urologo potrebbe creare un tubo (condotto urinario) utilizzando una parte dell’intestino. Il tubo raccoglie l’ urina dagli ureteri ( che drenano i reni) drenandola all’esterno attraverso una stomia sulla cute (urostomia) della pancia. Un altro tipo di intervento prevede la creazione di un piccolo reservoir di urine dal proprio intestino all’interno del corpo che viene collegato ai due ureteri. è possibile drenare le urine dal reservoir attraverso un buco nell’addome con l’ausilio di un catetere , più volte al giorno. I taluni casi l’urologo potrà creare attraverso l’ intestino una neo-vescica ortotopica. Questo reservoir si troverà al posto della precedente vescica e sarà attaccato ,oltre che agli ureteri, all’uretra così da poter permettere unaminzione pressochè normale.
  • Chemioterapia.
    La chemioterapia utilizza farmaci per distruggere le cellule tumorali. I trattamenti chemioterapici per il tumore della vescica spesso prevedono l’utilizzo di due o più chemioterapici usati in combinazione. I chemioterapici possono essere, a seconda dello stadio di malattia, somministrati per via endovenosa o instillati in vescica attraverso l’uretra (Tumore superficiale della vescica). La chemioterapia può essere utilizata per distruggere cellule tumorali dopo un intervento chirurgico (adiuvante) o può essere utilizzata prima della chirurgia (neoadiuvante). In questo caso lo scopo è quello di far diminuire le dimensioni del tumore al punto da consentire all’urologo un intervento meno invasivo. La chemioterapia è talora combinata con la radioterapia quando la chirurgia non è praticabile.
  • Radioterapia.
    La radioterapia può essere utilizzata dopo la chemioterapia per distruggere le cellule tumorali rimaste. In taluni casi molto selezionati la radioterapia è combinata con la chemioterapia quando la chirurgia non è un’opzione praticabile, sebbene questa sia considerata un’opzione ‘all’ultima spiaggia’.

FAQ

Quali sono le possibili complicanze di una TURV?

Sanguinamenti, infezioni, perforazioni vescicali

Come si valuta la gravità dell’ematuria ?

Poche gocce di sangue sono sufficienti a dare alle urine un aspetto francamente ematico. Il paramentro più stabile per valutare l’andamento dell’ematuria è un esame emocromocitometrico.

è necessario fare dei controlli dopo l’intervento ?

Il Follow up in questo tipo di neoplasie è fondamentale. La durata e la frequenza di follow up va concordato dopo l’esito dell’esame istologico definitivo

Qual è il segno che deve farci sospettare di avere un tumore della vescica?

La macroematuria è il segno patognomonico di tumore della vescica

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