L’esame Urodinamico

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Cosa è?
L’esame urodinamico è un insieme di esame che consentono la valutazione dell’attività motoria di tre gruppi muscolari specifici di pertinenza della via escretrice inferiore: il detrusore, la muscolatura liscia dell’uretra e lo sfintere esterno con muscolatura striata, al fine di valutarne l’attività durante le due distinte fasi della minzione:
1. il riempimento vescicale e l’immagazzinamento dell’urina,
2. lo svuotamento vescicale.

Prima dell’esame urodinamico
Utile procedere ad una raccolta di dati relativa alla abitudine minzionale nella settimana precedente l’esame, mediante il compilamento di un diario minzionale, di un questioniario (IPSS), un esame urine completo e una urinocoltura.
Le 3 fasi dell’urodinamica

Un esame urodinamico è l’insieme di tre esami distinti: uroflussimetria, cistomanometria e studio pressione/flusso.
L’ uroflussometria è un esame molto semplice che consiste nell’urinare dentro un contenitore collegato ad un apparecchiatura (l’uroflussometro) che misura la quantità di urina emessa nell’unità di tempo e la registra su di un tracciato; consente di valutare la “qualità” della minzione” : permette cioè di capire se il getto urinario è valido oppure se è indebolito. Si tratta di un esame che, pur nella sua semplicità, è fondamentale nella valutazione del paziente affetto da ipertrofia prostatica o da altre malattie che possono causare ostruzione delle prime vie urinarie.
Tramite la cistomanometria viene valutata la condizione anatomica e funzionale della vescica e dell’ uretra. Si utilizzano due piccoli cateteri capaci di misurare le pressioni (trasduttori) e si inseriscono nella vescica e nel retto. I parametri registrati durante la cistomanometria comprendono:

1. volume al primo stimolo minzionale,
2. volume a un normale stimolo minzionale,
3. volume a un forte stimolo minzionale,
4. massima capacità vescicale,
5. compliance (variazioni di volume/variazioni di pressione),
6. presenza o assenza di contrazioni vescicali involontarie.

Infine lo studio pressione/flusso permette di valutare la fase di svuotamento. Questo studio generalmente è preceduto da una cistomanometria di riempimento e, una volta raggiunta la capacità vescicale, si invita il paziente ad urinare in maniera volontaria. La pressione intra-vescicale, la pressione intra-addominale e il flusso sono misurati contemporaneamente durante lo svolgimento dell’esame. Si valuta infine il residuo post-minzionale.

Complicanze
Le complicanze legate all’esecuzione dell’esame urodinamico sono estremamente rare. Alcune volte possono essere presenti dei bruciori minzionali per uno o due giorni successivi all’esame .

Quando eseguire l’esame urodinamico?
Le condizioni cliniche che possono rendere necessaria una valutazione urodinamica sono le ostruzioni delle vie urinarie, l’iperattività del muscolo vescicale,o detrusore, l’ipoattività detrusoriale e i disturbi funzionali di ipoattività o iperattività dei meccanismi uretrali che rientrano nella fisiopatologia della incontinenza urinaria
Faq

Possono insorgere infezioni a seguito dell’esame urodinamico?
Le infezioni urinarie batteriche sono complicanze occasionali e,quando capitano, occorre impostare una adeguata terapia antibiotica.

Posso decidere di eseguire un esame urodinamico?
L’esame urodinamico non è un esame di routine, quindi le indicazioni alla sua esecuzione devono essere date da uno specialista urologo.

Si tratta di un esame doloroso?
Pure essendo un esame invasivo (è previsto l’inserimento di due piccoli cateterini uno in vescica e uno nel retto) non è un esame doloroso

Tutti possono eseguire l’esame urodinamico?
E’ un esame di semplice esecuzione, ma è richiesta una collaborazione attiva da parte del paziente e la comprensione di alcuni semplici comandi che il medico, durante l’esame, impartisce al paziente.

 

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