Ascesso Prostatico

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Nell’era degli antibiotici moderni, l’ascesso prostatico è una condizione che si presenta poco frequentemente; tuttavia, va diagnosticata in modo tempestivo poiché una corretta gestione permette di evitare complicanze significative che a volte possono mettere in pericolo la vita del paziente.

La letteratura a nostra disposizione sull’argomento descrive come fattori predisponenti il diabete mellito, l’ostruzione cervico-uretrale (tipicamente determinata da ipertrofia prostatica), il cateterismo vescicale permanente, la biopsia prostatica, le malattie croniche epatiche e renali.

Come si forma un ascesso prostatico? L’ipotesi più plausibile è quella del flusso retrogrado di urina, contaminata, all’interno dei condotti prostatici durante la minzione, fenomeno che determina la formazione di microascessi i quali poi unendosi portano alla formazione di ascessi di maggiori dimensioni (3). Il batterio E. Coli è il principale responsabile di infezioni del basso tratto urinario ed è il patogeno prevalentemente responsabile di ascessi prostatici; tuttavia, patogeni atipici possono essere coinvolti nella patogenesi in pazienti defedati e immunocompromessi.

Quali sono i sintomi caratteristici? Il paziente lamenta sintomatologia disurica (aumento della frequenza minzionale, urgenza e bruciore) tipica di infezioni del basso tratto urinario; a questi sintomi si associa spesso (fino al 70% dei casi) la febbre e il dolore in sede perineo-scrotale; fino ad 1/3 dei casi si può verificare ritenzione acuta d’urina e si rende pertanto necessario il posizionamento di un catetere vescicale.

Perché l’ascesso prostatico può essere pericoloso? La diagnosi tardiva e il conseguente ritardo nell’impostazione di un adeguato trattamento sono forieri di complicanze come la rottura spontanea e la fistolizzazione verso uretra, vescica, perineo, retto o evoluzione verso la setticemia (disseminazione dei patogeni nell’organismo attraverso i vasi sanguigni).

Secondo quanto emerso da un recente studio, nei pazienti con sintomatologia riferibile a prostatite acuta, risulterebbe importante l’esecuzione precoce di studi diagnostici volti a escludere la presenza di un ascesso in maniera tale da ridurre l’ospedalizzazione, la durata della terapia antibiotica e le complicanze. L’indagine diagnostica di primo livello è l’ecografia transrettale: l’ascesso si presenta tipicamente come un’area ipoecogena (scura rispetto alle regioni circostanti), localizzata nella zona di transizione o centrale della prostata e circondata da un alone iperecogeno. L’ascesso va differenziato da neoplasie, lesioni cistiche, granulomi, aree infiammatorie: per questo, risultano particolarmente utili la TAC e la  RMN, soprattutto nei pazienti con prostatite acuta che mostrano persistenza della sintomatologia nonostante la terapia antibiotica.

Quale trattamento? Non esistono linee guida specifiche. La prima linea di trattamento è la terapia antibiotica a largo spettro: la sua efficacia è in relazione all’estensione dell’ascesso in quanto può essere risolutiva negli ascessi singoli, di piccole dimensioni. In altri casi si può rendere necessario procedere all’evacuazione dell’ascesso, in anestesia locale, per via transrettale o transperineale sotto controllo ecografico: il materiale purulento aspirato è importante perché gli agenti patogeni isolati sono spesso diversi da quelli che si trovano nella cultura delle urine determinando modifiche significative della terapia antibiotica. Non è comunque infrequente la necessità di evacuazione dell’ascesso per via transuretrale, procedura a rischio di disseminazione per via ematica e linfatica  dei patogeni ma che generalmente permette di ottenere un rapido miglioramento delle condizioni cliniche del paziente. Infine, in casi eccezionali, si deve ricorrere al drenaggio chirurgico specialmente in quei pazienti con coinvolgimento extraprostatico.

 

 

Fonti:

– Porfyris O, Kalomoiris P. Prostatic abscess: Case report and review of the literature. Arch Ital Urol Androl 2013; 85, 154-156..

– Lee DS et al. Acute bacterial prostatitis and abscess formation. BMC Urology 2016; 16: 38.

– Olivieira P et al. Diagnosis and treatment of prostatic abscess. Int Braz J Urol. 2003; 29:30-34.

 

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