Dieta e tumore alla prostata: mito o realtà?

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Il tumore alla prostata rappresenta circa il 20% di tutti i tumori maligni diagnosticati nell’uomo e per tale motivo si classifica al primo posto come tumore più frequente nel sesso maschile.

Sfortunatamente, tuttora non esiste una precisa e certa modalità di prevenzione.

A oggi per i tumori la prevenzione secondaria (screening e diagnosi precoce) è l’unica forma di prevenzione disponibile rispetto alla prevenzione primaria.

Tuttavia alcune ricerche scientifiche stanno evidenziando un potenziale ruolo dei polifenoli nell’ambito della prevenzione del tumore prostatico.

Gli studi sui polifenoli alimentari, hanno dimostrato che sono molecole utili sicure ed economiche per ridurre il rischio di sviluppare TP nei pazienti sani (effetto di chemio prevenzione primaria); in altri studi scientifici è stato anche visto che in alcuni pazienti possono determinare una diminuzione o un contenimento del volume del tumore (effetto terapeutico).

La curcumina è stato anche dimostrato che induce una riduzione del volume tumorale e proprio per questo il composto può avere un ruolo come agente coadiuvante nella terapia (oltre che nella prevenzione).

La famiglia dei polifenoli comprende una serie di composti chimici ad azione antiossidante che agiscono rimuovendo i radicali liberi dell’ossigeno ed inoltre riducendo la concentrazione di alcuni composti ad azione proliferativa. Tali composti infatti risultano maggiormente prodotti dalle cellule neoplastiche.

Tale famiglia comprende la quercetina, principale rappresentante della classe flavonoli, è un potente antiossidante, antinfiammatorio e con un’azione anti proliferativa e pro-apoptotica che si trova principalmente nella frutta e verdura come cipolle, broccoli, mele ed anche nel vino rosso.

Gli alimenti con il contenuto di flavonoidi più alto sono rappresentati dalla cioccolata fondente, dalle fave, dalle olive nere, gli spinaci, le fragole e i frutti rossi, il the verde e nero ed il vino rosso.

Sfortunatamente non è possibile a oggi sostituire le attuali terapie mediche con una prevenzione dietetica tramite assunzione di polifenoli. La speranza è però quella di finanziare ulteriori studi scientifici che analizzino il ruolo preventivo di tali composti presenti abbondantemente in diversi alimenti.

 

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