Papilloma virus ed infezione sessualmente trasmesse nell’uomo.

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Le malattie sessualmente trasmissibili (MST) rappresentano un importante problema sanitario in tutto il mondo e nonostante le costanti evoluzioni scientifiche continuano a essere una causa importante di patologie sia acute che croniche, potendo determinare complicanze severe durante la gravidanza ma anche il determinarsi di uno stato di infertilità.

Sono diverse le vie attraverso le quali agenti patogeni possono alterare la fertilità: danno d’organo, danno cellulare ma anche attraverso il legame con gli spermatozoi. Quest’ultimo viene sempre più attenzionato dato che la maggior parte delle infezioni del tratto genitale maschile porta a infertilità, come quanto dimostrato da diversi studi: circa il 15-20% dei soggetti infertili risultano essere affetti da infezioni seminali, in particolar modo la presenza di DNA di agenti patogeni nel liquido seminale è generalmente associata ad un peggioramento dei suoi parametri. I principali virus che si è dimostrato essere coinvolti nelle alterazioni del liquido seminale sono: l’HBV, l’HCV, l’HIV, l’HSV, il CMV e il papilloma virus (HPV).

Tra tutte le malattie sessualmente trasmissibili il Papilloma Virus è infatti statisticamente una delle più frequenti: secondo una stima del Ministero della Salute, il 75% degli individui viene infettato nel corso della vita ed entro i 18 anni di età già il 50-60% dei soggetti di sesso maschile sessualmente attivi ha contratto l’infezione. L’infezione da HPV è una MST molto diffusa che può avvenire sia per via orizzontale mediante contatti genitali, manuali e/o orali sia per via verticale dalla madre al feto. I fattori di rischio per l’infezione da HPV sono rappresentati dall’inizio precoce dell’attività sessuale, dalla promiscuità sessuale, dall’uso prolungato di contraccettivi orali, dai rapporti sessuali non protetti, dalla mancanza di circoncisione, dal fumo, dall’immunosoppressione e dalla co-infezione con HIV o con altre infezioni sessualmente trasmesse.

Spesso l’infezione da HPV nel sesso maschile è trascurata perché ritenuta transitoria e di scarsa rilevanza clinica potendosi risolvere spontaneamente o tramite terapia antibiotica tuttavia negli uomini l’HPV è stato riscontrato, oltre che a carico degli organi genitali esterni, nel liquido seminale e la sua presenza è ritenuta responsabile sia dell’infertilità che dello sviluppo di neoplasie. Pertanto l’HPV “potrebbe causare infertilità nell’uomo”, questo è quanto asseriscono i ricercatori del Centro di Crioconservazione dei gameti dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova, che, esaminando cinquanta campioni di liquidi seminali di uomini infertili, hanno scoperto che il virus dell’HPV è presente nel 25 per cento dei casi, localizzato direttamente negli spermatozoi e nel loro DNA. Il virus aderisce infatti agli spermatozoi rendendoli più radi, più lenti e meno reattivi e dunque provocando un’alterazione dei parametri seminali quali volume, viscosità, pH, concentrazione ma soprattutto motilità e vitalità degli spermatozoi.


È possibile ridurre l’incidenza di infezione da HPV tramite
vaccino anti-Hpv che, se effettuato prima dell’inizio dell’attività sessuale, crea una protezione rispetto ad un eventuale contagio con il virus Hpv. Nei rapporti sessuali, inoltre, è consigliato l’utilizzo del preservativo che riduce di molto la trasmissione dell’infezione, non annullandola.

 

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