Chirurgia della malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica : esiste l’intervento perfetto?

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Sebbene i trattamenti conservativi riescano a risolvere il dolore nella maggior parte dei casi, l’unica terapia che nel corso degli anni ha dimostrato di poter correggere la curvatura a lungo termine e di avere un impatto sulla soddisfazione sessuale è quella chirurgica. Ci sono più di 50 tecniche chirurgiche descritte, per cui la domanda sorge spontanea : “Esiste una tecnica migliore di un’altra?”. Tanto banale la domanda quanto rude la risposta : “No.”

Purtroppo una delle ragioni per cui esistono tutte queste tecniche chirurgiche è proprio perché non vi è un intervento perfetto. Sebbene il numero di tecniche sia cosi elevato, tutte possono essere raggruppate in 3 grandi macro-categorie : 1) corporoplastiche di raddrizzamento semplici 2) corporoplastiche complesse con chirurgia di placca, e 3) impianto di protesi peniena; ed ognuna di queste categorie ha dei pro e dei contro che solo il paziente può decidere se accettare o meno.

Non mi dilungherò sulle protesi peniene, che sono indicazione quasi assoluta in caso di incurvamento penieno e concomitante disfunzione erettile poco o non rispondente ai PDE5i (Viagra, Cialis ecc). Soluzione quest’ultima che permette la risoluzione di entrambi i problemi in un unico intervento chirurgico.

Le corporoplastiche semplici ( Plicature semplici, corporoplastica sec.Nesbit, Yachia, la TAP technique ecc.) hanno il vantaggio di risolvere curvature non eccessive ( generalmente al di sotto dei 60°, senza indentature, o deformità ) in day-surgery o al massimo 1-day-surgery. Con queste tecniche si minimizzano i rischi di disfunzione erettile, si accorciano i tempi operatori ed è una chirurgia facilmente riproducibile. Il grosso vero contro è l’accorciamento penieno che ne deriva, nell’ordine dei 1-1,5 centimetri per ogni 25-30° di curvatura corretta.

Le corporoplastiche complesse ( corporoplastica sec. Lue,  la tecnica di Egydio, ecc) sono chirurgie di nicchia, che vanno eseguite da chirurghi esperti e che permettono la risoluzione dei casi più complessi (curvature superiori ai 60°, con deformità a clessidra, indentature marcate) e che prevedono l’utilizzo di graft autologhi o eterologhi. Con questo tipo di chirurgia è possibile correggere ogni tipo di curvatura senza preoccuparsi di perdere centimetri in lunghezza del pene. Di contro il rischio di disfunzione erettile è aumentato e questo tipo di interventi possono essere offerti solo a pazienti che hanno una funzione erettile conservata.

Al di là dei pro e dei contro di ogni singola tecnica, quando si parla di chirurgia della malattia di La Peyronie non si può prescindere dall’aspetto forse più importante : le aspettative del paziente. Il paziente deve prendere coscienza delle tante tecniche disponibili e infine decidere a quale chirurgia sottoporsi. Oggi siamo arrivati ad un punto in cui il chirurgo deve avere a disposizione tutte le armi per vincere la battaglia ma è il paziente che, analizzati i pro e i contro di ogni arma, deve scegliere quale affidargli per farlo combattere.

 

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