Enuresi

0
106

L’enuresi è definita come perdita involontaria di urina durante il sonno dopo i cinque anni, età in cui di solito si ha il completamento del controllo cosciente e volontario della minzione. Affinché si parli di bambino enuretico sono necessarie più di due notti bagnate alla settimana per più di due mesi consecutivi. E’ una condizione molto frequente nei bambini, che spesso va incontro a risoluzione spontanea (prevalenza stimata del 10-15% a 5aa, 5% a 10aa,1-2% a 15aa). Si parla di enuresi primaria se il bambino non ha mai smesso di bagnare la notte, o secondaria se è stata preceduta da un periodo di almeno 6 mesi di notti asciutte.

Può essere mono sintomatica o associata ad altri disturbi diurni. E’ causata da uno squilibrio tra la produzione di urine durante la notte e la capacità della vescica di contenerle. Il bambino si sveglia perché si bagna o si bagna durante il sonno senza accorgersene.

Nonostante sia considerata una condizione benigna, si tratta di un disturbo che si ripercuote a livello psicologico sul bambino e sulla famiglia arrivando, specie se la risoluzione è tardiva o non avviene, ad influenzare la vita di relazione e la sicurezza in se stessi.

L’enuresi è un disordine eterogeneo con basi genetiche sulle quali svolge un ruolo importante l’ambiente psicologiche, sociali e culturali del bambino e della famiglia. La familiarità è molto frequente con presenza del disturbo in almeno un familiare di primo grado.

Diagnosi:

Se l’enuresi è monosintomatica non sono necessari particolari accertamenti. Oltre alla visita, un diario minzionale della funzione vescicale diurna e notturna servirà da guida per l’eventuale trattamento. E’ fondamentale coinvolgere e responsabilizzare il bambino affidandogli la compilazione del diario che di solito è strutturato con disegni da colorare raffiguranti il sole (notti asciutte) o la pioggia (notti bagnate). Uno stick urinario serve a differenziare l’enuresi vera dalla poliuria del diabete insipido. L’uroflussimetria è utile per avere una stima della capacità vescicale. Un’ecografia dell’addome viene solitamente richiesta per escludere patologie sottostanti.

Trattamento:

Il trattamento è raccomandato a partire dall’età di 6-7anni, essendo, prima di questa età, la possibilità di risoluzione spontanea molto elevata. Il primo trattamento è il colloquio con lo specialista che spiegherà la condizione al bambino ed ai genitori demistificando il problema senza sottovalutarlo. Le abitudini minzionali così come l’assunzione di cibo e liquidi verranno considerate e corrette favorendo l’assunzione di liquidi durante il giorno e riducendo nelle ore pomeridiane e serali. Spesso un buon counselling con le giuste informazioni alla famiglia e l’uso del rinforzo positivo associate ad un cambiamento delle abitudini comportamentali possono risolvere completamente il problema.

In caso di insuccesso è possibile ricorrere all’uso di sveglie notturne, potenzialmente efficaci in presenza di normale capacità vescicale, ma spesso difficilmente accettate per l’interruzione forzata del sonno a livello familiare. Se vi è un elevato volume notturno di urina è necessario impostare una terapia farmacologica con farmaci quali la Desmopressina sotto forma di compresse sublinguali o spray nasali (meno usati per rischio di sovradosaggio) da assumere la sera prima di dormire. Questo trattamento va protratto per almeno due mesi e verificato tramite diario minzionale, con possibilità di sospensione o interruzione in caso di risoluzione completa.

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci un commento! Grazie
Il tuo nome