Impotenza post prostatectomiaradicale, nuove prospettive di terapia?

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Sempre piu’ frequentemente nei nostri ambulatori  nel momento in cui viene proposto un intervento di prostatectomia per tumore maligno di prostata vengono poste delle domande  sulla funzione sessuale successivamente all’intervento chirurgico. In efetti negli ultimi anni il progredire della tecnologia chirurgica (vedi  chirurgia robotica/mininvasiva)  ed il progredire delle terapie mediche stanno iniziando a scardinare nell’immaginario dei pazienti la concezione di essere affetti, nel caso di neoplasia maligna,  da malattia incurabile con conclusione inevitabilmente infausta. C’e’ da dire che il fatto di ripristinare una ‘’buona salute sessuale’’ e’ uno dei fattori che migliora la compliance del paziente alla terapie per il ‘’ritorno ad uno stato di qualita’ di vita antecedente all’intervento’’. Altro discorso e’ l’intervento  disostruttivo , nel caso in cui la prostata non essendo  affetta da neoplasia maligna ma da semplice ingrossamento viene privata della sua parte centrale (adenoma) con diverse tecniche chirurgiche ( laser, endoscopiche , a cielo aperto) in cui il disturbo di erezione successivo a chirurgia e’ un evento raro

L’intervento di prostatectomia  puo’ essere effettuato salvando i nervi per l’erezione che decorrono lateralmente alla ghiandola prostatica (intervento nerve sparing=con salvataggio dei nervi)  ed in questo caso il disturbo di erezione dovuto all’intervento generalmente puo’ essere risolto con terapie farmacologiche orali (vedi Viagra come capostipite e altri farmaci come Levitra , Cialis e il nuovo Spedra che sembrerebbe dai nuovi studi pubblicati gravato da minori effetti collaterali )

Caso diverso invece e’ l’intervento di prostatectomia non nerve sparing ( senza risparmio dei nervi) o denominato anche radicale in cui per motivi oncologici il chirurgo e’ costretto a dover resecare ed asportare i nervi per l’erezione. In quest’ultimo caso l’erezione non puo’ essere garantita dalla terapia farmacologica orale ma da altri presidi tra cui il vecchio vacuum device ( uno strumento cilindrico che crea il vuoto intorno al pene determinando una sua erezione e il rilascio successivo di una fascetta costrittiva alla base che evita la sua detumescenza ) , la protesizzazione peniena che sebbene dia alti livelli di soddisfazione sessuale obbliga il paziente a sottoporsi ad un nuovo intervento chirugico ed infine le microiniezioni di Alprostadil che determina tumescenza peniena per un meccanismo vasodilatatorio locale. Poca fortuna al contrario ebbe il Muse (alprostadil topico) che era una pasticca che veniva depositata all’interno dell’uretra tramite una apposita ‘’pistola erogatrice’’ che creava dolore locale e disconfort

Quali  sono le novita’ ?

Da pochi  mesi e’ stato commercializzata una nuova formulazione di Alprostadil topico (Vitaros) con indicazione per la disfunzione erettile semplice ( non legata ad interventi di prostatectomia ). Il farmaco e’ stato denominato dalla nostra Unita’ Operativa come ‘’collirio’’ perche in effetti assomiglia proprio ad un flaconcino  oftalmologico contenente un gel che deve essere depositato all’interno dell’uretra , appoggiandolo sul meato uretrale ,  circa 15 minuti prima del rapporto. Il pene deve essere tenuto in posizione verticale e massaggiato in modo da determinare un suo piu’ facile , proficuo e veloce  assorbimento.

La nostra esperienza clinica ci ha portato a studiare il farmaco in ambito riabilitativo post prostatectomia radicale dandoci buoni risultati. Il nostro studio  vincitore del premio italiano S.U.N e presentato al prossimo congresso europeo di medicina della sessualita’ ( ESSM) ha dimostrato che in pazienti iperselezionati di eta’ inferiore ai 70 anni , in assenza di comorbidita’ (diabete, ipertensione , ipercolesterolemia ) e con buona funzione sessuale antecedente all’intervento chirurgico , puo’ restitutire una buona qualita’ di vita sessuale  e rigidita’ peniena  evitando al paziente di eseguire delle microiniezioni peniene con elevato disconfort dovuto al dolore locale e alla preparazione della siringa prima del rapporto sessual che farebbe perdere ‘’il gusto del rapporto stesso’’. Il  flaconcino inoltre essendo di dimensioni ridotte puo’ essere facilmente ‘’occultato’’ e trasportato semplicemente ad esempio all’interno del taschino di una giacca oppure di un jeans. Cosi’ come le altre formulazioni di alprostadil deve essere tenuto in frigorifero pena la sua denaturazione ed inefficacia ma puo’ rimanere a temperatura ambiante per ben due giorni.

In conclusione possiamo dire che oggigiorno gli stessi passi in avanti effettuati in campo uro-oncologico vengono accompagnati da passi in avanti in campo uro-andrologico ,come due gambe che possono far  uscire l’ammalato il prima possibile e  in maniera migliore da un trauma quale puo’ essere la notizia di un intervento  imminente

Dr Della Camera, Dr Cocci, Dr Cito, Dr Laruccia ,Dr Morselli

 

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